Come io vedo il mondo: la libertà

La libertà è la facoltà di pensare e di agire in autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte.

La scelta deve essere:

  • intelligente, in quanto l’azione libera comporta la conoscenza dell’oggetto della deliberazione;
  • spontanea, in quanto la causa della scelta sta in chi la delibera come conseguenza della volontà e non all’esterno, nel qual caso la scelta non sarebbe libera ma necessitata, imposta da cause esterne.

La libertà non può essere illimitata. La necessità della limitazione della libertà dipende dalla natura umana; l’uomo è un animale sociale, che si aggrega a diversi livelli:

  • a livello di specie animale, in contrapposizione all’ambiente in cui vive (il pianeta); questo tipo di aggregazione, nel breve periodo, è statica;
  • a livello di comunità culturale (religiosa, linguistica) o sociale (statuale, tribale, familiare), in contrapposizione alle altre comunità; questi due tipi di aggregazione si intersecano spesso tra di loro, creando squilibri che rendono dinamiche tali comunità.

La libertà delle aggregazioni umane e degli individui deve essere limitata, secondo le seguenti leggi:

  • le scelte della specie umana non devono essere lesive, in modo permanente, dell’ambiente;
  • le scelte delle comunità non devono essere lesive, in modo permanente, dell’insieme delle altre comunità umane, ossia della specie umana;
  • le scelte degli individui non possono essere lesive, in modo permanente, della comunità di cui fanno parte.

La libertà di ledere entità di pari livello (comunità contro comunità, individuo contro individuo) non può essere limitata a priori, ma può essere limitata dalle necessità delle aggregazioni di ordine superiore; così, ad esempio, la libertà di nuocere ad un individuo della propria comunità può essere limitata dalle regole che tale comunità si impone.

La libertà di autolesionismo non può essere limitata in nessun caso. Ogni entità ha totale libertà di agire su sè stessa.

Bagni di folla

Piazza Venezia 10 giugno 1940

Piazza Venezia 10 giugno 1940

Dopo il V-Day, organizzato da Beppe Grillo nel più assoluto silenzio stampa, è il momento per i nostri politici di pubblicizzare a gran voce le manifestazioni di piazza del 20 ottobre contro il precariato.

Non metto in dubbio che i cittadini possano e debbano manifestare la loro contrarietà al lassismo del sistema politico su un problema così grave, che mette in crisi i fondamenti stessi della nostra repubblica (il lavoro e la famiglia), ma…

A cosa serve una manifestazione? A rendere manifesto ai governanti un disagio di cui i cittadini chiedono la soluzione.
Questa manifestazione è invece organizzata e promossa dalle stesse persone che dovrebbero essere destinatarie del messaggio; inoltre sembra che vi parteciperanno anche molti dei più illustri deputati e ministri.
I deputati sono stati votati dagli elettori per portare la voce dei cittadini direttamente in Parlamento, invece si sollazzano a portare la voce del Parlamento in piazza. Forse pensano di avere più forza gridando e firmando autografi sotto uno striscione che argomentando dai loro scranni nei Palazzi della democrazia rappresentativa? O forse si rendono conto di non rappresentare più nessuno se non se stessi?
Se la politica si deve fare per le strade, a cosa servono le costosissime Camere?

L’appello sorge spontaneo:

Onorevoli, lasciate che siano i cittadini a manifestare per sottoporvi i loro problemi; voi onorate il vostro mandato cercando le soluzioni in Parlamento.
Lasciate i bagni di folla al papa, ai dittatori e alle rock-star e tornate a lavorare.

Il Bel Paese è un formaggio

La penisola italica è spesso chiamato il bel paese.
Sicuramente non ha questa fama per la sua classe politica, la mafia o la gestione dei rifiuti; neanche è considerato tale come posto in cui vivere.
Noi italici siamo considerati dal resto del mondo, e anche da noi stessi, dei simpatici furbacchioni. Lo siamo per ragioni storiche, perchè abbiamo sempre dovuto arrangiarci a vivere, con autoironia ed espedienti, nonostante i nostri governanti. Continuiamo tuttora, anche se oggi gli espedienti si chiamano: evasione fiscale, concussione, falso in bilancio, abusivismo…
Ai nostri governanti piace molto riempirsi la bocca col vocabolo economia: sarebbe simpatico e furbo se ricordassero che l’economia è la scienza che studia la gestione delle risorse.
Quali sono le risorse della penisola italica e dei suoi popoli? Io penso che siano soprattutto:

  • l’agricoltura e la pastorizia
  • il turismo
  • l’inventiva

Invece le società di servizi, in particolare le banche e le assicurazioni, stanno fagocitando l’intera economia del nostro paese e i nostri governanti lasciano fare o, peggio, facilitano la digestione.
I SERVIZI? IN UN PAESE DI FURBI?
L’italiano medio non vede l’interesse a fornire servizi alla sua comunità e raramente sa apprezzare quelli che gli vengono offerti (vedi ad esempio la Sanità Pubblica, che è vista sempre solo come un costo).
L’italiano medio sa che “il mondo è pieno di fregature” e “oggi a me, domani a te”; la sua mentalità basata sul ciò che è di tutti non è mio non può offrire terreno fertile per un’economia basata sui servizi.

Allora pensiamo a fare le cose che sappiamo fare bene: il formaggio.

Siamo tutti americani?

Come alcuni dei nostri capi di stato si sono affrettati a ricordarci dopo quel tragico 11 settembre 2001, noi occidentali “siamo tutti americani”.

Sarebbe utile allora che noi ricordassimo l’elenco, molto parziale, delle vittime civili della nostra azione diretta o indiretta o della nostra indifferenza:

Ma non eravamo noi i “buoni”?

Ebbene, se sono anch’io, volente o nolente, americano, voglio chiedere perdono all’umanità.

The Forbes Fictional 15

Leggo sul sito di Forbes la lista dei 15 più ricchi personaggi di fantasia.
È abbastanza veritiera, se si considera che di questi tempi la massima ricchezza si acquisisce avvantaggiandosi delle guerre o del lavoro mal pagato (nonchè del consumismo mal educato) in giro per il mondo.

Oliver “Daddy” Warbucks, che si arricchisce sfruttando la guerra in Iraq, o Montgomery Burns, ricco imprenditore senza scrupoli, sono i migliori esempi da seguire per arricchirsi nella civiltà globale-occidentale.
Personaggi come l’avaro ma onesto Paperon De’Paperoni (Scrooge McDuck), il pipistrello Bruce Wayne e il magico cioccolataio Willy Wonka rappresentano purtroppo valori non più molto attuali nella società occidentale.

Abbiamo un disperato bisogno di supereroi, chi si offre?

La mia acqua

Io bevo l’ottima acqua del rubinetto a Milano.

Siccome mi piace fresca, la conservo in una bottiglia di vetro sigillabile (quelle che paghiamo quando pensiamo di aver acquistato alcune birre), che depongo in frigorifero d’estate e sul balcone d’inverno.

Se, a volte, ha un lieve sapore di cloro (garanzia della sua purezza batteriologica), mi basta farla decantare all’aria un paio d’ore, dato che il cloro è volatile.

A sostenere la mia buona abitudine concorre il documento Sconsigli per gli acquisti del comune di Ferrara. A pagina 4 sono confrontati i criteri per il controllo delle acque potabili e delle acque minerali (notare la distinzione): il confronto si commenta da solo.