Come io vedo il mondo: la libertà

La libertà è la facoltà di pensare e di agire in autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte.

La scelta deve essere:

  • intelligente, in quanto l’azione libera comporta la conoscenza dell’oggetto della deliberazione;
  • spontanea, in quanto la causa della scelta sta in chi la delibera come conseguenza della volontà e non all’esterno, nel qual caso la scelta non sarebbe libera ma necessitata, imposta da cause esterne.

La libertà non può essere illimitata. La necessità della limitazione della libertà dipende dalla natura umana; l’uomo è un animale sociale, che si aggrega a diversi livelli:

  • a livello di specie animale, in contrapposizione all’ambiente in cui vive (il pianeta); questo tipo di aggregazione, nel breve periodo, è statica;
  • a livello di comunità culturale (religiosa, linguistica) o sociale (statuale, tribale, familiare), in contrapposizione alle altre comunità; questi due tipi di aggregazione si intersecano spesso tra di loro, creando squilibri che rendono dinamiche tali comunità.

La libertà delle aggregazioni umane e degli individui deve essere limitata, secondo le seguenti leggi:

  • le scelte della specie umana non devono essere lesive, in modo permanente, dell’ambiente;
  • le scelte delle comunità non devono essere lesive, in modo permanente, dell’insieme delle altre comunità umane, ossia della specie umana;
  • le scelte degli individui non possono essere lesive, in modo permanente, della comunità di cui fanno parte.

La libertà di ledere entità di pari livello (comunità contro comunità, individuo contro individuo) non può essere limitata a priori, ma può essere limitata dalle necessità delle aggregazioni di ordine superiore; così, ad esempio, la libertà di nuocere ad un individuo della propria comunità può essere limitata dalle regole che tale comunità si impone.

La libertà di autolesionismo non può essere limitata in nessun caso. Ogni entità ha totale libertà di agire su sè stessa.

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