Mécanique Analitique

Il tanto atteso primo singolo della Mondorux Orchestra è pubblico dal 20 luglio.

Mondo… Chi?
La Mondorux Orchestra è il mio nuovo progetto musicale che porterà in vita le mie composizioni per vari insiemi strumentali. Attualmente, dopo vari tentativi con diversi validi musicisti, siamo un nucleo solido di tre “ragazzi”: io alla chitarra, Vincenzo Valerio (già Anacondia) al basso e Vincenzo Vitagliano (già Macchina Pneumatica). Altri musicisti si aggiungeranno in futuro all’occorrenza.

Méca… Cosa?

Méchanique Analitique è una elegante storpiatura del titolo del trattato di Joseph-Louis Lagrange sulla meccanica razionale, una materia universitaria che mi è rimasta nel cuore, come una spina.

Il brano è una composizione per trio incalzante e molto intrecciata (trovare il groove giusto è stata una bella impresa) caratterizzata da una sonorità molto lineare e leggera. Qualcuno ha detto che rispetto alle mie precedenti composizioni è “sorprendente”: in effetti volevo sorprendere anche me stesso.

Buon ascolto e, se vi piace, diffondete.

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Lapsus

Ed ora vi racconto la mia ultima esperienza di produzione musicale, Lapsus.

Illustrazione per Lapsus

Lapsus – Ruggero Dambra

Lapsus è una mia composizione giovanile per chitarra classica. Siccome avevo avuto la buona idea di conservarne lo spartito, recentemente ho potuto ristudiarla e così l’ho aggiunta al mio progetto acustico, Umano fuori mano, che spero di completare a breve.

Umano fuori mano contiene per ora solo quattro brani, tutti più o meno composti nello stesso periodo ma registrati in tempi diversi con tecnologie diverse… (no, no, è una precisa scelta artistica… 🙂 ):

  • Luci ed ombre. Registrata con Audacity e un microfono Samson C01-U, subì una elaborazione con un filtro per la riduzione del rumore proveniente dal mio rumorosissimo PC, troppo invadente per quanto silenziato il più possibile con coperte e altri trucchi, e successiva equalizzazione.
  • Adieu. Registrata con Studio One su un PC non molto meno rumoroso del precedente, ma questa volta il PC era al di là della porta della stanza: così ho potuto evitare di usare filtri di riduzione del rumore, ottenendo un timbro più fedele all’originale.
  • Cardiopalma. Sempre la stessa chitarra, ma con una muta di corde e una preparazione che ha reso il suono un po’ più cupo… lo dico così, ma in realtà dimenticai di togliere il cappottino alla chitarra, preso dalla foga della registrazione, e ne ho un po’ ammazzato il suono. In fase di produzione non ho potuto/voluto modificare più di tanto il risultato, che comunque non mi dispiace.
  • Lapsus… Questa volta ho cambiato esperimento:
    • casa nuova (con rumori di fondo leggermente diversi, in particolare l’ascensore [… un via vai incredibile!], che mi hanno obbligato a ripetere parecchie volte la registrazione);
    • corde diverse, questa volta ho optato per le D’Addario Pro Artè ad alta tensione; per questo brano mi interessava massimizzare la dinamica piuttosto che la varietà timbrica;
    • per registrare, invece che il rumoroso PC, ho usato l’iPad e l’applicazione Presonus Capture Duo: la versione free consente di registrare a 16 bit (come il SAMSON C01-U), ma ha il pregio di interfacciarsi via wi-fi con Studio One per PC, su cui poi ho lavorato per il mastering;
    • siccome non ho trovato subito il supporto per il microfono (causa trasloco, era ancora in giro da qualche parte), non ho usato il Samson C01-U ma, con un ingiustificato brivido lungo la schiena, il microfono integrato dell’iPad;

Essendo Lapsus un brano per chitarra classica sola, non ho dovuto mixare nulla, quindi sono passato direttamente alla fase di mastering; anche in questa fase però ho limitato al massimo l’intervento:

  1. equalizzatore parametrico, con cui ho enfatizzato lievemente il registro medio e limitato un po’, agendo sulle frequenze medio-alte, i “rumori da tastiera” che non mi piacevano;
  2. compressore multi-banda, con cui ho compresso lievemente il registro medio-basso che era leggermente povero, probabilmente a causa del microfono dell’iPad, e quasi impercettibilmente il registro medio;
  3. expander, solo per limitare il rumore di fondo, lasciando intonsa la dinamica “in alto”;
  4. riverbero in stile “sala da concerto”, visto che il riverbero naturale dell’ambiente mi sembrava un po’ troppo secco.

Ora che conoscete tutti i miei segreti, dimenticate tutto e godetevi l’ascolto.