Io sulla nuvola sonora

SoundCloud

La mia nuvola sonora

In cerca di un modo per condividere la mia musica, sono approdato su SoundCloud. È una applicazione web e mobile per pubblicare e ascoltare musica (ed altro audio).
Mi piace perchè mi consente di pubblicare facilmente la mia musica, proteggerla con la licenza Creative Commons, e anche di scoprire la musica degli altri.
La mia musica è pubblicata su https://soundcloud.com/ruggero-dambra.
Invito tutti ad ascoltarla, registrarsi e diventare miei follower. Conto di pubblicare ancora.

May the Music be with You!

Strumenti info-musicali – III

Eccomi nuovamente a raccontare le mie prime esperienze con una quantità di strumenti informatici free per fare musica.
Per chi non avesse seguito le puntate precedenti, nella prima affrontai il problema della scrittura di un libro di musica; nella seconda puntata confrontai diversi software liberi per la produzione di spartiti musicali, con un occhio di riguardo alle funzionalità di esportazione in formato MIDI.
Ora che ho la mia bella musica scritta su pentagramma e prodotta in formato MIDI, posso passare alla fase di produzione vera e propria del brano audio. Questa fase è senza dubbio la più dispendiosa, da tutti i punti di vista: necessità di hardware dedicato, quantità dei software necessari, tempo, fatica, pazienza…

Hardware

Ovviamente… un computer. Ho un computer portatile piuttosto potente (i7 ecc.) con Windows 7 a 64 bit; ho la forte sensazione che questo tipo di lavoro non si possa fare con un netbook o un computer di fascia bassa. 
Io sono un chitarrista e naturalmente ho voluto registrare molte parti di chitarra elettrica del brano. Amo l’accoppiata della mia chitarra col mio amply e ho un microfono usb di buona qualità, ma la mia abitazione non è proprio “insonorizzata”, considerata la presenza di una bimba esuberante e di vicini… esuberanti, nonché appassionati di bricolage, traslochi e zoccoli capresi. Quindi la soluzione ideale è il collegamento diretto dello strumento al computer, ma ho scoperto con delusione che i portatili normalmente non sono dotati di schede audio che abbiano le caratteristiche comunemente considerate minime per una registrazione di qualità:
  • digitalizzazione a 24 bit
  • ingresso ad alta impedenza (Hi-Z) per strumenti con pickup magnetico come chitarra, basso, ecc.
Ho dovuto quindi acquistare una scheda audio esterna ed ho scelto una M-Audio Fast Track C400. La qualità hardware del dispositivo è ottima, ma ho avuto qualche difficoltà con il driver per Windows 7 a 64 bit: 
  • L’installazione, anche seguendo come un bravo scolaro le istruzioni del libretto, non è andata subito a buon fine (ho rivisto per la prima volta dopo tanti anni un BSOD); dopo diversi tentativi, comprese disinstallazioni, reinstallazioni e numerosi riavvii, la scheda ha funzionato; non chiedetemi come: misteri dei fenomeni caotici. Comunque senza dubbio servirà qualche ritocco al driver da parte del produttore, perché a quanto pare ad avere problemi sono in buona compagnia.
  • Durante l’utilizzo, dopo alcuni minuti le prestazioni della scheda decadono (il suono è prodotto con una forte distorsione digitale, fino a zittirsi completamente); il problema sembra essere imputabile al driver o alla gestione automatica degli IRQ da parte di Windows 7: l’opinione comune su internet è “per questi lavori usate un Mac”… grazie! Comunque all’occorrenza basta reimpostare anche solo la frequenza di campionamento o la dimensione del buffer del driver ASIO per tornare ad avere la qualità normale… per qualche minuto; se si usa solo per registrare è un difetto sopportabile, considerato che cambiare scheda non è detto che sia una soluzione (l’accoppiata scheda audio usb – Windows 7 sembra essere a volte problematica).
Già che ero nel negozio, ho acquistato una cuffia AKG K121 Studio. Se si vuole monitorare la qualità di una registrazione è inutile tentare con una “cuffietta” da iPod: non c’è paragone (anche nel prezzo, in effetti).
Beh, ho finito la spesa, tutto il resto è software (gratuito).

Software

Sono stati necessari vari tipi di software.

Driver ASIO

Per utilizzare adeguatamente i software per la registrazione musicale è necessario un sistema audio a bassa latenza, normalmente non fornito insieme al sistema operativo; su Windows si può utilizzare a tal fine asio4all: una volta installato, tale driver può essere usato con qualunque scheda audio e da qualunque applicazione che ne abbia bisogno (ma solo una alla volta, e questo è un po’ fastidioso quando si usa una soluzione dis-integrata come quella che ho usato io).

Emulatori di amplificatori per chitarra

Ne ho provati diversi, molti dei quali poco più che giocattoli, non adatti ai miei fini. Quelli che ho conservato e utilizzato sono:
  • Amplitube 3: ha un’interfaccia ordinata che consente di controllare facilmente tutti gli elementi, dagli effetti a pedale, agli amplificatori, ai cabinet, al posizionamento e al tipo di microfoni, alla dimensione della sala di registrazione, agli effetti rack; ognuna di queste categorie fornisce nella versione free una quantità limitata di elementi possibili, che sono comunque più di quanto la maggior parte dei chitarristi non professionisti possa sognare (a meno che non si disponga di diverse migliaia di €).
  • Guitar Rig 5: l’interfaccia è decisamente più “piena” rispetto a quella di Amplitube, ma la versione demo dispone di una varietà immensa di amplificatori ed effetti da mettere in cascata; così tante possibilità che mi sono stufato prima di provarle tutte. La versione demo limita le sessioni a 30 minuti e non consente di salvare le configurazioni provate.
Entrambi i software possono essere usati come effetti VSTi, ma soprattutto consentono una funzionalità rivelatasi fondamentale per i miei scopi: consentono di importare ed esportare file audio su cui applicare i propri effetti con lo stesso risultato di una esecuzione “live”. 
Io ho preferito utilizzare Amplitube perchè mi è stato più facile ottenere con esso il “mio suono”.

DAW

Non si trovano molte Digital Audio Workstation free in giro, ma le tre che ho provato mi hanno dato abbastanza da studiare, anche per un progetto “semplice” come il mio:
  • Pro Tools SE: fornito con la scheda audio Fast Track C400, funziona solo con essa; considerando che le sessioni di registrazione sono solo una parte di tutto il tempo di utilizzo della DAW, il difetto del driver descritto sopra mi ha scoraggiato dall’usare questo software. Peccato, perché l’emulazione interna dell’amplificatore per chitarra, pur se più limitata rispetto a quella degli emulatori elencati nella sezione precedente, mi è sembrata discreta (con un suono decisamente migliore di quello che si può ottenere in Studio One Free) e il software nel suo complesso mi è sembrato decisamente potente (Pro Tools è il DAW più utilizzato negli studi di registrazione).
  • LMMS: originario per Linux ma disponibile anche per Windows, mi ha dato inizialmente qualche grattacapo per la configurazione dell’audio (che in uscita aveva un’eccessiva distorsione digitale, problemi di buffer?) e inoltre non supporta nativamente i driver ASIO: poco male (!?!) perché LMMS non consente neanche di registrare audio direttamente, prevedendo all’uopo la sola importazione di file audio. Rispetto agli altri due sembra più orientato al mixaggio di campioni e loop, ma consente di importare file MIDI e di utilizzare banchi di SoundFont per la loro resa; può usare moltissime combinazioni di effetti e VSTi, ma quelli di Amplitube e Guitar Rig lo bloccano. Ha una gestione molto flessibile dell’automazione: permette di assegnare una traccia di automazione a quasi tutti i controlli disponibili; però le tracce di automazione sono programmabili solo tracciando aree a mano libera, pratica molto più scomoda di un tracciamento mediante linee spezzate o curve tracciate vettorialmente.
  • Studio One: la versione free non può utilizzare VSTi esterni e non dispone di un emulatore di amplificatore per chitarra (solo di un distorsore che… mi si accappona la pelle al solo ricordo); in compenso consente di registrare direttamente tracce audio, importa il MIDI (che può eseguire tramite SoundFont), integra i principali effetti (riverbero, chorus, flanger, …), ha un’approccio alla gestione delle tracce molto amichevole (taglia, copia, sposta, incolla, fai una giravolta, falla un’altra volta…) e un’altrettanto amichevole gestione dell’automazione.
Nel mio progetto, dovendo registrare la chitarra suonando con l’accompagnamento degli altri strumenti, avevo due possibilità:
  1. usare LMMS o Studio One per ottenere dal MIDI una bozza dell’accompagnamento in formato audio; usare la bozza per registrare la parte di chitarra con Amplitube; esportare la traccia di chitarra ed importarla in LMMS o Studio One.
  2. registrare la chitarra in Studio One con l’accompagnamento del MIDI importato, usando il… brrr! distorsore interno per facilitarmi il controllo di armonici e risonanze non facilmente udibili senza distorsione (visto che il suono finale è distorto, meglio sentirlo mentre si suona, anche se… brrrrr!); esportare la traccia registrata senza effetti, importarla in Amplitube ed applicarle il “mio suono”; esportare il risultato da Amplitube come file audio e sostituirlo in Studio One alla traccia originale.
Fra le due opzioni, la seconda è quella che mi ha dato i risultati più soddisfacenti ed economici; quindi ho optato per Studio One.

Editor audio

Considerando la varie elaborazioni necessarie sui file audio, si è rivelato utile usare un software specializzato nell’editing di audio. In questo caso non ho esplorato più di tanto: Audacity fa tutto ciò che serve, lo fa bene e in modo molto intuitivo.
Ho usato l’editor per filtrare alcuni rumori emersi dall’elaborazione in Amplitube (nonostante e forse a causa del noise gate che ho dovuto applicare per filtrare il normale rumore di fondo della catena di amplificazione), ma anche per esportare il prodotto finale di Studio One, un file audio non compresso con frequenza di campionamento a 48 kHz e una risoluzione di 32 bit (150 MiB per 6 minuti di musica), in formati più trasportabili quali mp3, aac, ogg.

Fatica

La mia finalità ultima è la produzione del file audio di No Way, un brano strumentale che composi e suonai un po’ di anni fa con la band metal in cui militavo. La band, i Visions, era costituita da due chitarristi, un bassista e un batterista. 
Come descritto nel precedente articolo, con Lilypond ho già scritto la partitura completa ed ho esportato la musica in formato MIDI.
Il primo passo è l’importazione del MIDI in Studio One. Poiché Studio One non usa il sintetizzatore di sistema per riprodurre le sequenze MIDI, ma i suoi Instruments (che possono essere associati ad un qualunque SoundFont), per poter anche solo sentire la musica è prima necessario assegnare ad ogni traccia il suo strumento, che io scelgo fra i campioni dei SoundFont Fluid: batteria, basso elettrico… ma si, dai! Alcune parti di chitarra possono venire bene anche suonate dal computer.
Sono pronto per registrare. Poiché il suono di chitarra ottenibile in Studio One free non è di mio gusto, il processo di registrazione è complesso:

  1. collegando lo strumento al computer tramite la scheda audio esterna, registro in Studio One in una nuova traccia le parti di chitarra elettrica, utilizzando come base le tracce MIDI già presenti; soprattutto per le parti solistiche che dovranno usare l’effetto di overdrive e distorsione, registro usando il distorsore interno di Studio One (quello da brivido);
  2. in Studio One l’applicazione di effetti è non distruttiva, quindi posso esportare la parte appena registrata senza alcun effetto, col suono puro della mia chitarra, come “stem” in un file audio;
  3. in Amplitube importo il file audio della chitarra “pulita” ed esporto un altro file audio in cui ad essa è applicato il “mio suono”;
  4. elaboro con Audacity il file ottenuto, ad esempio per eliminare il rumore introdotto dalla catena di amplificazione in Amplitube, silenziare totalmente le pause, introdurre eventuali dissolvenze, ecc.
  5. importo in Studio One il file audio col “mio suono” in una nuova traccia, che sostituirà le tracce MIDI e audio originali.
Questa stessa procedura può essere utilizzata anche per le parti di chitarra elettrica o di basso elettrico che si vogliono mantenere eseguite dal computer: in questo caso in Studio One è possibile applicare alle tracce MIDI una miriade di modifiche, compreso ad esempio il portamento, utile per simulare il bending chitarristico, il vibrato, ecc.
Tornato a lavorare in Studio One utilizzando come sistema audio asio4all (non mi serve più l’interfaccia con la chitarra), mi occupo, cuffia alle orecchie, dei suoni e del missaggio. Prima di tutto su ogni strumento, MIDI o audio, applico gli effetti desiderati (riverbero, chorus, ecc.) e regolo singolarmente le dinamiche agendo sul volume e il bilanciamento. Infine il missaggio: questa fase è molto delicata e richiede una esperienza che io non ho; dopo aver dato un’occhiata al K-system metering ma non disponendo di VU meter, uso soprattutto il mio orecchio e il mio gusto musicale.

Conclusioni

La produzione di musica coinvolge diverse figure professionali: compositore, arrangiatore, esecutore, microfonista, tecnico del suono, mixerista. Se nel mondo professionale solitamente tali figure sono personificate da diversi esperti, nel mondo ludico-dilettantesco-informatico queste possono fondersi persino in un unico smanettone. Se lo smanettone è squattrinato oppure non vuole o non può investire in  costosi strumenti professionali, sono disponibili ottime alternative gratuite o di costo limitato che, con un maggiore sforzo di integrazione e di apprendimento, consentono di raggiungere buoni, se non ottimi, risultati.
Se sull’hardware non posso considerarmi pienamente soddisfatto a causa di problemi software (tranne che per la cuffia AKG K121 Studio), sul software ho provato diverse soluzioni attraenti per diverse applicazioni musicali. Quindi per i futuri lavori mi consiglierò:
  • Lilypond (vedi seconda puntata) per pubblicazioni musicali e per trascrivere musica;
  • Musescore (o carta e matita e poi Lilypond, qui la competizione è dura; vedi seconda puntata) per nuove composizioni;
  • Amplitube per suonare rock;
  • Guitar Rig (con un blocco note per appuntarmi tutte le regolazioni da reimpostare ogni mezz’ora) per ottenere suoni di chitarra particolari;
  • LMMS per comporre o produrre musica elettronica o basata su loop;
  • Studio One per produrre musica che richieda la registrazione di parti “live”;
  • Audacity per la gestione e manipolazione dei file audio.

Come è naturale aspettarsi, le versioni a pagamento di tutti i software che le prevedono offrono potenzialità superiori che fanno immediatamente venire l’acquolina in bocca, in particolare Amplitube (col suo market di amplificatori famosi) e Studio One Producer… beh, sapete cosa regalarmi per il prossimo compleanno!

Strumenti info-musicali – I

L’anno scorso mi sono riavvicinato al mio amore giovanile: la musica; o, più precisamente: la composizione, l’esecuzione e la produzione di musica.
Ho ripreso la teoria, il pianoforte, la chitarra, la chitarra elettrica, il contrappunto e, con questo carico, mi sono avvicinato al computer e mi sono chiesto come aggiungere il mio ormai immancabile compagno alla banda.
Prima di tutto, dovendo recuperare la forma fisica e naturalmente scegliendo sempre la strada più “panoramica”, ho deciso di scrivere un libro per chitarristi metal in erba che vogliano imparare a suonare la musica di Iron Maiden, con cui esercitarmi.
Poi, ascoltando le vecchie registrazioni (su audio-cassetta… ho detto vecchie!) del mio gruppo metal giovanile… l’illuminazione: riprodurre No Way dei Visions come one-man-band; e con “riprodurre” intendo “creare la partitura completa e registrare il brano”.
Questi progetti hanno richiesto l’uso di molti strumenti informatici, sia editoriali che di produzione musicale; fra quelli software, che per scelta filosofica ho scelto fra quelli liberi (free, gratis), si annoverano programmi per la stesura di spartiti musicali, per la produzione di libri con contenuti musicali, per la produzione finale di materiale musicale audio (DAWdigital audio workstation). Data la quantità di argomenti, in questo articolo descriverò l’esperienza relativa alla produzione di un libro di musica, lasciando a successivi pezzi le altre non meno eccitanti avventure.

Requisiti di un libro di musica

Il libro che mi sono apprestato a comporre è un corso avanzato per chitarristi che vogliano imparare lo stile chitarristico degli Iron Maiden ai tempi del loro primo album: Iron Maiden.
L’album è stato scelto, oltre che per motivi affettivi, per la discreta varietà tecnica e stilistica che è tipica dei primi lavori.
Il libro, tuttora in fieri, ha i seguenti requisiti, in ordine di importanza:
  1. deve contenere testo ed estratti musicali correttamente e coerentemente impaginati;
  2. deve supportare sufficientemente la notazione per chitarra;
  3. deve essere multilingua, in inglese e in italiano, con testo su due colonne (come molte pubblicazioni musicali);
  4. deve essere dotato di indice generale e analitico;
  5. deve essere distribuito in formato pdf possibilmente ipertestuale.

Selezione degli strumenti


La sfida proposta non è banale, perché esistono, nel mondo del software libero, moltissimi editor di testo e alcuni editor di musica, ma pochissime soluzioni integrate.
La prima soluzione che potrebbe venire in mente è l’integrazione degli estratti musicali nel testo come immagini esterne mediante un qualunque editor che possa importare immagini. Le difficoltà di questa soluzione sono:


  1. l’ottenimento di una impaginazione (margini e dimensioni del testo) coerente fra il testo e l’immagine della musica importata;
  2. la possibilità di creare estratti musicali con un software dedicato.
Se il primo problema può essere affrontato con tanta pazienza e accontentandosi di una non perfetta integrazione fra testo e contenuti musicali, il secondo sembra insormontabile, almeno con il software libero che ho provato:


  • Musescore: un buon editor musicale wysiwyg in generale, che però:
    • non consente l’esportazione di estratti musicali, ma solo di partiture complete e già impaginate;
    • non supporta ancora la notazione del bending chitarristico;
  • Noteflight: un editor musicale 
    wysiwyg online, che però consente solo la stampa della partitura completa (eventualmente in pdf);
  • Lilypond: un ottimo processore di notazione musicale basato su un proprio linguaggio, che ha però in questo contesto le stesse limitazioni di Musescore (forse per il bending ci sono soluzioni possibili ma non immediate: le studierò in prossime occasioni).
Anche se difficilmente utilizzabili in questo contesto, questi software sono utili per altri fini che saranno affrontati nel prossimo articolo.


La soluzione integrata mi è presto parsa più praticabile, ma in questo campo la scelta si è ridotta a solo due opzioni:

  • lilypond-book: forse la soluzione ottimale in molti casi; se si risolverà il problema del supporto alla notazione del bending, la prossima edizione del mio libro utilizzerà questa soluzione;
  • LaTeX+MusixTeX: pur presentando una curva di apprendimento da ragno delle Dolomiti, questa soluzione “fa”.
Su Windows, l’ottima distribuzione di LaTeX che ho utilizzato è MikTeX, che permette di configurare automaticamente l’estensione MusixTeX e fornisce un semplice, comodo e configurabile editor (TeXworks) e un visualizzatore pdf sincronizzabile con l’editor.

Plug’n’Play

Prima di incominciare a lavorare, è necessario:
  1. configurare MikTex per l’uso di MusixTeX
    1. accedere alle MikTeX Options;
    2. spostarsi sulla scheda Packages;
    3. selezionare il pacchetto MikTeX Packages/Applications/Music/musixtex
    4. seguire la procedura suggerita (tasto Ok?)
  2. configurare TeXworks per automatizzare la compilazione con MusixTeX:
    1. dal menù modifica/preferenze spostarsi sulla scheda composizione;
    2. aggiungere uno strumento di processo così definito:
      • Nome: musixTeX+texify-pdf (o altro nome preferito)
      • Programma: [installazione MikTeX]/miktex/bin/musixtex.bat, dove musixtex.bat è uno script così fatto:
        @echo off
        del *.mx?
        pdflatex -synctex=1 -undump=pdflatex %1
        if errorlevel 1 then goto exit
        musixflx %1
        texify --pdf --tex option=-synctex=1 %1
        
      • Argomenti: $fullname
      • Visualizza PDF dopo composizione: si (o secondo le proprie preferenze)
Ora siamo pronti per scrivere il nostro libro con LaTeX. Per incominciare definiamo nel preambolo:
...
\usepackage[british,italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{parallel}
\usepackage[hyperindex]{hyperref}
    \hypersetup{...}
}
\usepackage{musixtex}
\input musixgui
\input musixper
...
dove abbiamo impostato il documento per supportare:
  • la sillabazione in inglese e in italiano tramite il componente babel;
  • l’input in formato utf8;
  • le due colonne che conterranno il testo nelle due lingue tramite il componente parallel;
  • la costruzione di un pdf ipertestuale;
  • la compilazione di spartiti musicali tramite il componente musixtex;
  • due estensioni di esempio:
    • musixgui (per scrivere la notazione ad accordi per la chitarra);
    • musixper (per supportare la notazione delle percussioni).
Scrivere le parti testuali in un documento LaTeX è molto semplice e l’argomento è ampiamente documentato.
Le parti musicali si inseriscono nel documento LaTeX mediante l’ambiente music, come nel seguente esempio:
\begin{music}
\nostartrule
\nobarnumbers
\generalsignature{1}
\generalmeter{\meterfrac{12}{8}}

\startpiece
\notes\zchar{20}{\metron{\qup}{160}}\en
\Notes\ds\zchar{14}{IV}\islurd1{f}\Ibu1{f}{g}2\qb1{f}\tslur1{g}\tbu1\qb1{g}\en
\leftrepeat
\Notes\Ibl1{i}{i}5\qb1{i}\qb1{i}\tbl1\qb1{i}\Ibl1{j}{g}3\qb1{j}\qb1{i}\tbl1\qb1{g}\en
\NOtes\ql k\en
\Notes\itieu0{i}\cl i\ttie0\cl i\en
\NOtes\qu g\en
\bar
\NOtes\ql j\en
\Notes\itieu0{i}\cl i\ttie0\cl i\en
\NOtes\qu g\qu f\en
\Notes\itied0{g}\cu g\ttie0\cu g\en
\NOtes\qu h\en
\bar
\NOTes\zchar{14}{II}\itied0{b}\hup b\en
\NOtes\ttie0\qup b\en
\Notes\ds\zchar{14}{IV}\islurd1{f}\Ibu1{f}{g}2\qb1{f}\tslur1{g}\tbu1\qb1{g}\en
\setrightrepeat
\endpiece

\end{music}

per ottenere:

Per interpretare il codice serve la stele di Rosetta, infatti altri programmi basati su MusixTeX sono stati creati per facilitare l’inserimento della musica: PMX, M-Tx; però questi sono adatti alla stesura di partiture complete e nessuno ha pubblicato il modo di usarli per creare estratti da inserire in un documento LaTeX.
Un’altra possibilità che ho esplorato è sfruttare la capacità di Musescore e Noteflight di esportare in formato musicXml e creare una trasformazione xsl da musicXml al sorgente musixTeX. Ho creato e utilizzato tale trasformazione per ottenere le bozze dei sorgenti, che dovevano comunque essere completate a mano; infatti con una trasformazione xsl più di tanto non si riesce ad ottenere, dato che i formati sono estremamente diversi (musicXml è un formato pensato per il trasporto dei contenuti musicali, mentre musixTeX per la resa in stampa di spartiti); motivo per cui la trasformazione non è stata resa pubblica. Se a qualcuno interessasse usarla, mi può contattare.

Conclusioni

Anche se “solo” per scrivere un libro di musica, la strada è lunga e irta di insidie e difficoltà.
Anche per un esperto di LaTeX, scrivere le parti musicali non è affatto facile per il fatto che il linguaggio di MusixTeX è per “iniziati” di TeXLa documentazione che si può trovare su internet si limita al manuale, che è molto completo e in generale sufficiente per ogni esigenza non esoterica.
L’alternativa più interessante è lilypond-book, che può utilizzare ancora LaTeX per la produzione del documento, ma salva le parti musicali come immagini collegate; naturalmente le immagini prodotte sono perfettamente adattate al contesto. La scrittura della musica con Lilypond, pur essendo basata sempre su un codice testuale, è molto più intuitiva rispetto a quella di MusixTeX. Non l’ho usato nel mio progetto per un semplice motivo: l’ho scoperto quando il lavoro era già in fase troppo avanzata e non avevo voglia di ricominciare tutto daccapo.
Forse lo userò per una seconda edizione…
Nel prossimo articolo descriverò la mia esperienza con i già citati software per la stesura di spartiti musicali.