Gianni, sono ottimista!

Qualche giorno fa il Parlamento è stato riaperto per votare la sfiducia al Governo. Assumendo per ipotesi che abbiano capito che votare no significava essere contro la sfiducia (un insieme di negazioni che mette sicuramente alla prova molti onorevoli ospiti del Parlamento), i parlamentari hanno fatto sì che il Governo non cadesse.

La domanda che ora tutti si fanno nei loro interventi televisivi è: e adesso? Il Governo compr… convincerà abbastanza parlamentari o si andrà a votare?

Io, che non sono berlusconiano e aborro il berlusconismo, ma sono ottimista forse oltre ogni limite, voglio vedere il lato positivo nella prosecuzione di questo Governo Berlusconi fino a fine mandato.

Perchè un lato positivo c’è.

Ora il premio di maggioranza garantito a Berlusconi dalla legge “porcata” non è più efficace e il Parlamento, anche se nominato, anche se in parte comprato, anche se non più abituato a legiferare in libertà, può tornare a far valere la sua forza. Ora ci può essere più equilibrio fra il Parlamento e il Governo. Ora il Governo non potrà più, senza rischi, governare a colpi di fiducia e di decretazione come ha fatto fino ad ora, ma dovrà venire a patti con tutto il Parlamento, opposizione compresa.

E la concertazione può soltanto portare a leggi migliori e più condivise.

Sono troppo ottimista? Non ho considerato che, dopo le vacanze di Natale, c’è il responso sul legittimo impedimento, che, se negativo, porterà Berlusconi a non avere più buone ragioni per continuare a stare al Governo (a meno che Alfano non stia preparando qualcos’altro per salvarlo dai processi): la mia visione potrebbe durare si e no una settimana. Non ho considerato che il Governo, piuttosto che trovare un equilibrio con chi “ha perso le elezioni”, potrebbe essere il Governo del fare nulla, a parte la campagna elettorale, fino alle prossime elezioni. Non ho considerato un sacco di altre cose…

Ma voglio essere ottimista.

Costituzione e libertà d’impresa

Berlusconi e Tremonti

Il gatto e la volpe

Si dice (ad esempio sul Giornale) che il Ministro Tremonti voglia modificare l’articolo 41 della Costituzione, con una “rivoluzione liberale che renda possibile tutto ciò che non è proibito”, in modo che sia possibile una “sospensione di 2-3 anni” delle autorizzazioni per le pmi, la ricerca e le attività artigiane.

Voglio provare a usare la logica per fare ipotesi sulle possibili modifiche all’articolo 41 che vadano in tal senso.

La parte dell’articolo che ha a che fare con eventuali autorizzazioni è la seguente:

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Così com’è, questo articolo non limita a priori alcuna libertà, dato che delega la determinazione dei controlli alla legge; se il fine del Ministro Tremonti è davvero quello di introdurre una sospensione temporanea delle autorizzazioni per le imprese, è sufficiente modificare la legge.

Comunque, siccome voglio sperare che il Ministro Tremonti conosca la materia meglio di un comune cittadino, supponiamo che tale parte dell’articolo necessiti davvero di una modifica. Supponiamo i seguenti scenari di modifica:

  • Eliminazione del periodo dall’articolo. Questa modifica non renderebbe anticostituzionale la legislazione attuale in materia, perché l’assenza della delega alla legge non impedisce affatto la presenza della legge stessa. Però, l’assenza di questo concetto permetterebbe non la modifica, ma, in assenza di altri impedimenti costituzionali, l’eliminazione totale della legislazione in materia.
  • La legge [determina] non può determinare i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Questa modifica renderebbe anticostituzionale la legislazione attuale in materia, che dovrebbe essere quindi eliminata o modificata in senso più libertino che liberale. L’effetto è simile a quello dello scenario precedente, ma molto più drastico e pericoloso.
  • La legge determina i programmi e i controlli [opportuni] inopportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Questo è uno scherzo, ma da questo gioioso Governo…
  • La legge determina i programmi e controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata NON possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Questa modifica comporterebbe la radicale rivoluzione non solo della legislazione, ma un suicidio dello Stato, che si priverebbe del diritto di regolare l’attività economica per l’utilità dei cittadini.
  • La legge determina i programmi e controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini ANTI-sociali. Con tanti ringraziamenti delle tante mafie d’Italia.

Tutte le possibili modifiche vanno nella direzione della diminuzione del potere di controllo dello Stato, ossia dei cittadini italiani (in teoria), nei confronti di quel mare in burrasca che è il mercato.

La possibilità di creare imprese fuori dal controllo dello Stato permetterà una più facile proliferazione di imprese utili per il riciclaggio, per le mafie, delle imprese usa e getta.

Fuori dal controllo dello Stato, perché di questo si tratta. È incredibile che uno Stato economicamente non in grado di eseguire i controlli su comportamenti molto più gravi e pericolosi (come l’evasione fiscale, tanto per fare un esempio) possa controllare ex post la veridicità delle autocertificazioni di migliaia (si spera) di piccole imprese. Chi dovrebbe controllare? Quelle istituzioni che a poco a poco questo Governo sta smantellando?

Tremonti, stupiscici con i tuoi effetti speciali.

Avvoltoi su L’Aquila

Hic manebimus optime (Qui staremo benissimo)

Hic manebimus optime (Qui staremo benissimo)

Berlusconi ne sta preparando un’altra delle sue: il G8 a L’Aquila.

Naturalmente,

“si tratta di un forte segnale per il rilancio di zone così duramente colpite”.

In effetti, le zone colpite dal terremoto hanno urgente bisogno di grandi investimenti per la ricostruzione. Ma c’è qualcosa che mi sfugge…

Gli abitanti hanno bisogno che siano costruite abitazioni. Il G8 invece ha bisogno di centri congressi e alberghi per ospitare le centinaia o migliaia di persone coinvolte nell’evento. Inoltre, secondo il Presidente del Consiglio, gli alberghi dovrebbero essere la soluzione abitativa (spero che intenda “temporanea”) per i vacanzieri delle tendopoli, che si vedranno sfrattare dai nuovi vacanzieri delegati con le loro corti.

Le imprese edili abruzzesi hanno bisogno di ottenere contratti per la ricostruzione, per rimettere in moto l’economia locale. Ma sembra che in Sardegna, dove era stata precedentemente scelta la località per il G8, gli appalti non abbiano favorito l’economia del posto, ma i soliti noti. Dobbiamo forse aspettarci di vedere l’Impregilo capolista negli appalti per la ricostruzione dell’ospedale aquilano?

Le istituzioni dell’Abruzzo e le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco hanno bisogno di concentrare tutte le loro energie nella gestione delle zone devastate e dei terremotati. Il G8 potrebbe portare a L’Aquila migliaia di persone a manifestare contro la globalizzazione, come accadde a Genova nel 2001 o in occasione dell’ultimo G20 a Londra.

L’Aquila ha bisogno del G8? Forse è il candidato Silvio Berlusconi ad avere bisogno de L’Aquila.

Terremoto elettorale

tg5Ho visto il terremoto in Abruzzo attraverso il filtro del TG5 dementanizzato.

Ogni giorno Berlusconi si mostra vicino alla popolazione terremotata.

A Casini è impedito (o sconsigliato) di recarsi nella zona per evitare il disagio che la visita di un politico genererebbe.

Persino Benedetto XVI evita di andare personalmente, quasi non volesse oscurare la presenza costante di Berlusconi.

Fassino va a rendersi conto della situazione, ma quasi di nascosto. Vengo a sapere che anche Bersani visita L’Aquila solo grazie ad un mio fugace blitz sul TG3.

Tutto ciò accade a poche settimane dalle elezioni europee (in cui Silvio Berlusconi è candidato) e amministrative. Tutto ciò mi puzza tanto di bandierina sull’Abruzzo.

Ma, forse, questo mio sospetto deriva dal fatto di aver subito il TG5 come unica fonte di informazione.

Potere di vita e di morte

"Pollice Verso" di Jean-Léon Gérôme

"Pollice Verso" di Jean-Léon Gérôme

Silvio Berlusconi sta tentando di acquisire il potere di vita e di morte sui suoi sudditi, ossia le persone che vivono in Italia.

Il potere di vita su Eluana Englaro, che non avrebbe voluto che il suo corpo fosse tenuto in funzione a oltranza, ma a tale destino si vorrebbe condannare.

Il concetto di vita ha sfaccettature che variano a seconda della cultura e della religione; poichè l’uomo è un animale sociale, io per vita umana intendo la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  • possibilità di gestire il proprio corpo;
  • possibilità di comunicare con gli altri individui.

Senza alcuna di queste possibilità, non considero la vita biologica di un corpo umano come vita umana.
Senza alcuna di queste facoltà, non si può dare nulla a nessuno (chi si ispira alla morale cattolica dovrebbe avere ben chiaro il concetto del “dare”; è strettamente legato al concetto di “amore”).

Io sono laico, quindi non mi permetto di imporre il mio concetto di vita alle persone che mi circondano. Uno stato democratico laico, per definizione, dovrebbe fare lo stesso. In Italia, invece, per compiacere pubblicamente un potere politico ed etico molto forte, si fa l’esatto contrario.

Il potere di morte sulle persone senza permesso di soggiorno, a cui è “suggerito” di non farsi curare in Italia se saranno malati, pena la possibile denuncia alle autorità.

È ovvio che un clandestino malato, prima di entrare in una struttura sanitaria “pubblica”, ci penserà molte volte; molto probabilmente rinuncerà alle cure; possibilmente la sua malattia, se infettiva o contagiosa, si propagherà ad altri individui non necessariamente clandestini (batteri e virus non sono intolleranti); sfortunatamente il clandestino potrà morire della sua malattia e gli altri contagiati spereranno di avere la cittadinanza per potersi curare.

Non sono sicuro che queste regole derivino da preoccupanti derive ideologiche. Forse semplicemente questo governo, non potendo o sapendo risolvere i problemi del Paese, tenta di inseguire gli stati d’animo del suo pubblico per aumentare l’audience.

In entrambi i casi, è “curioso” che queste decisioni siano state prese da chi mette la parola libertà in ogni suo discorso pubblico.

Siamo pronti per il presidenzialismo

Berlusconi, 20 dicembre 2008:

Sono convinto che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare al migliore risultato per il governo del Paese. Sono convinto che l’architettura attuale ci pone dietro gli altri paesi perché non permette di prendere decisioni tempestive e non da poteri al premier che lo rendano incisivo.

Siamo pronti per il presidenzialismo.

La maggioranza è compatta e saldamente affezionata al proprio status; l’opposizione è stata opportunamente screditata o resa inoffensiva; insomma, il Parlamento è ormai un’inutile farsa.

Il controllo dei mezzi d’informazione efficaci (televisione e giornali) è pressochè totale.

La possibilità di accesso ai mezzi d’informazione difficilmente controllabili (internet) è sufficientemente ridotta e ci stiamo attrezzando per imbavagliare anche quelli (ROC).

L’esercito pattuglia già le strade delle città.

Siamo pronti per il presidenzialismo.

Come si crea una verità

Non sono un professionista, ma voglio cimentarmi anch’io nel montaggio ad arte di una notizia.

Prima di tutto mi procuro il materiale:

  1. L’avviso ai naviganti di Silvio Berlusconi del
  2. in cui suggerisce: “… infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, …”
  3. Il video dei disordini di piazza Navona del 29 ottobre 2008, in cui un poliziotto in uniforme dice a un sedicente manifestante: “… levati Francesco, vai via…” (al minuto 4:00/5:16)

Una verosimile ricostruzione potrebbe essere questa:

Il Presidente del Consiglio, il 22 ottobre 2008,

infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto