Il solito ri-tornello

Nel 2005 l’ATM (Azienda Tramviaria Milanese) incominciò la sostituzione dei vecchi tornelli per l’ingresso e l’uscita dalle stazioni della Metropolitana.

Tornello ATM

Tornello ATM

Agli utenti questa operazione fu venduta come:

  • miglioramento del servizio
  • miglioramento dell’accuratezza dei controlli
  • tecnologia più avanzata

A tre anni dall’inizio del “nuovo corso”, per gli utenti cosa è cambiato?

  • Il servizio è migliorato solo ed esclusivamente nel fatto che i nuovi terminali per la ricarica degli abbonamenti sono diffusi e, quando funzionano, veloci: insomma… ci hanno reso più facile pagare! Va bene. In cambio, la spesa per il cambiamento è pesata probabilmente sulla manutenzione di tutti gli altri sistemi, infatti i treni ora hanno una frequenza di malfunzionamenti semplicemente scandalosa (ed in continuo aumento).
  • L’accuratezza dei controlli avrebbe dovuto essere garantita dal controllo del biglietto anche in uscita; inoltre tutti, anche gli abbonati, avrebbero dovuto passare dai tornelli. La prima idea è stata subito abbandonata, forse perchè ci si è accorti che il blocco all’uscita avrebbe creato disordini vari, peraltro prevedibili. La seconda idea è in atto, con grande fastidio degli abbonati, che, mentre prima avevano un accesso veloce (basato sulla fiducia) alla stazione, ora devono mettersi in coda come tutti gli altri.
  • Ma il vero punto dolente è la tecnologia.
    I nuovi tornelli richiedono agli abbonati di far passare la tessera vicino al sensore per sbloccare il passaggio. Però c’è un eccessivo ritardo dello sblocco della sbarra dopo il riconoscimento della tessera; cosicchè può capitare, e capita spesso quando si ha fretta (e i milanesi ce l’hanno anche quando non serve), di accartocciarsi dolorosamente contro la sbarra.
    Quando la lettura della tessera fallisce, quasi sempre non è possibile rileggerla immediatamente, cosicchè bisogna farsi da parte e far procedere la coda. Di solito corre in aiuto il sensato agente di stazione che, con fare compassionevole e sconsolato, apre un varco d’ingresso per il malcapitato.
    I nuovi tornelli, essendo così all’avanguardia, sono molto delicati; così spesso sono inutilizzabili o in manutenzione.

In conclusione, considerando un sicuro aumento dei costi di manutenzione dei tornelli, un peggioramento complessivo delle prestazioni fornite agli abbonati e un “superlavoro” per l’agente di stazione, la domanda che sorge spontanea è:

“a chi è convenuto il cambiamento del sistema?”

La risposta sorge altrettanto spontanea: “all’azienda che ha l’appalto per l’installazione e soprattutto la manutenzione dei tornelli”, è ovvio.

Meno ovvio è capire chi in ATM ha deciso di mandare avanti il progetto e perchè.