Il mio testamento biologico

Premessa

testamento-biologicoIo non sono religioso: non credo nè all’anima immortale nè alla metempsicosi, nè ad altre forme di prolungamento della vita oltre la morte del corpo.

Io credo che la mia mente sia una funzionalità del mio corpo e che l’una e l’altro non possano sopravvivere se non insieme e contemporaneamente. Quando il mio corpo o la mia mente smetteranno di funzionare, io sarò morto.

L’osservazione del funzionamento della mia mente dipende dalla capacità del mio corpo di rendere manifesto tale funzionamento, di comunicare con l’esterno. Intendo la comunicazione come insieme di segnali in ingresso e in uscita dal corpo. La mente è viva quando il corpo le permette di comunicare con l’esterno, quindi io considero, ai fini dei questo testamento, equivalenti la morte corticale (o stato vegetativo permanente) e il coma profondo (E1V1M1 secondo la Glasgow Coma Scale) alla morte cerebrale.

Considero l’uomo un animale sociale; per me la vita umana non è semplicemente la vita biologica di un corpo umano, ma l’insieme di:

  • vita biologica del corpo;
  • capacità di comunicare con l’esterno.

La compresenza di queste condizioni necessarie comporta che non ritengo vita umana una vita biologica in stato di incoscienza permanente.

Sono favorevole all’eutanasia come realizzazione di una libera volontà personale: ogni individuo deve avere la libertà di disporre liberamente del proprio corpo e della propria vita, quindi anche della propria morte.

Sono iscritto all’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) perchè voglio che tutti i miei organi e tessuti utili alla medicina a scopo di trapianto siano utilizzati dopo la mia morte cerebrale.

Testamento biologico

Io, Ruggero Dambra, nato a Milano il 17 dicembre 1970, nel pieno possesso di tutte le mie facoltà mentali,

dispongo,

nel caso sia decretata dai medici che mi hanno in cura almeno una delle seguenti condizioni:

  • qualunque forma di stato di incoscienza permanente;
  • incapacità totale e permanente di comunicare la mia volontà;

che:

  1. siano interrotti tutti i trattamenti atti a prolungare artificialmente la vita biologica del mio corpo;
  2. l’interruzione dei trattamenti sia attuata preferibilmente in modo che i miei organi e tessuti siano utilizzabili, a morte cerebrale avvenuta, secondo il seguente ordine di precedenza:
    1. trapianti verso altri soggetti umani secondo i criteri definiti da AIDO al momento della presente dichiarazione;
    2. ricerca scientifica applicata in ambito medico o bioingegneristico;
    3. ricerca scientifica di base.

Se le disposizioni suddette non fossero applicabili nel rispetto delle leggi vigenti,

chiedo

ai miei parenti e a tutte le persone che mi amano

di considerarmi morto e di non occuparsi più in alcun modo del mantenimento della vita biologica del mio corpo.

Se anche questa richiesta non fosse applicabile nel rispetto delle leggi vigenti,

spero

che le persone che amo svolgano il dovere loro imposto verso il mio corpo nel modo più distaccato possibile e nella minima quantità possibile, dedicando preferibilmente le loro azioni a chi ne può trarre più giovamento.

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Potere di vita e di morte

"Pollice Verso" di Jean-Léon Gérôme

"Pollice Verso" di Jean-Léon Gérôme

Silvio Berlusconi sta tentando di acquisire il potere di vita e di morte sui suoi sudditi, ossia le persone che vivono in Italia.

Il potere di vita su Eluana Englaro, che non avrebbe voluto che il suo corpo fosse tenuto in funzione a oltranza, ma a tale destino si vorrebbe condannare.

Il concetto di vita ha sfaccettature che variano a seconda della cultura e della religione; poichè l’uomo è un animale sociale, io per vita umana intendo la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  • possibilità di gestire il proprio corpo;
  • possibilità di comunicare con gli altri individui.

Senza alcuna di queste possibilità, non considero la vita biologica di un corpo umano come vita umana.
Senza alcuna di queste facoltà, non si può dare nulla a nessuno (chi si ispira alla morale cattolica dovrebbe avere ben chiaro il concetto del “dare”; è strettamente legato al concetto di “amore”).

Io sono laico, quindi non mi permetto di imporre il mio concetto di vita alle persone che mi circondano. Uno stato democratico laico, per definizione, dovrebbe fare lo stesso. In Italia, invece, per compiacere pubblicamente un potere politico ed etico molto forte, si fa l’esatto contrario.

Il potere di morte sulle persone senza permesso di soggiorno, a cui è “suggerito” di non farsi curare in Italia se saranno malati, pena la possibile denuncia alle autorità.

È ovvio che un clandestino malato, prima di entrare in una struttura sanitaria “pubblica”, ci penserà molte volte; molto probabilmente rinuncerà alle cure; possibilmente la sua malattia, se infettiva o contagiosa, si propagherà ad altri individui non necessariamente clandestini (batteri e virus non sono intolleranti); sfortunatamente il clandestino potrà morire della sua malattia e gli altri contagiati spereranno di avere la cittadinanza per potersi curare.

Non sono sicuro che queste regole derivino da preoccupanti derive ideologiche. Forse semplicemente questo governo, non potendo o sapendo risolvere i problemi del Paese, tenta di inseguire gli stati d’animo del suo pubblico per aumentare l’audience.

In entrambi i casi, è “curioso” che queste decisioni siano state prese da chi mette la parola libertà in ogni suo discorso pubblico.